Myanmar, l’UE impone nuove sanzioni ai golpisti

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Terzo ciclo di sanzioni imposto dal Consiglio Europeo a 8 individui, 3 entità economiche e un’organizzazione per il golpe e la repressione delle proteste

Fonte: consilium.europa.eu

L’Unione Europea batte un nuovo colpo in risposta al golpe militare birmano e alla successiva repressione violenta delle proteste. Il Consiglio Europeo ha infatti imposto nuove sanzioni a 8 persone, 3 entità economiche e all’Organizzazione dei veterani di guerra. Tra gli 8 individui sono inclusi ministri, viceministri e la procuratrice generale, che l’Ue ritiene responsabili di aver “compromesso la democrazia e lo Stato di diritto e commesso gravi violazioni dei diritti umani nel Paese”. Le quattro entità colpite sono invece di proprietà dello Stato o sono comunque controllate dalle forze armate e contribuiscono in maniera più o meno diretta alle attività del Tatmadaw.

Lo scopo delle misure, che si concentrano sui settori delle pietre preziose e del legname, è quello di limitare la capacità della giunta militare di trarre profitto dalle risorse naturali birmane e sono concepite in modo da “evitare danni indebiti alla popolazione”. Si aggiungono alle precedenti misure restrittive imposte dall’UE, che includono un embargo sulle armi e sulle attrezzature che possono essere utilizzate per reprimere le proteste, un divieto di esportazione di beni a duplice uso destinati ai militari e alla polizia di frontiera, restrizioni all’esportazione di apparecchi per il monitoraggio delle comunicazioni e un divieto di addestramento e cooperazione militare col Tatmadaw.

Allo stesso tempo, l’UE continua a fornire assistenza umanitaria alla popolazione birmana, nel 2021 ha stanziato 20,5 milioni di euro in aiuti per far fronte alle necessità immediate delle comunità sfollate e colpite dal conflitto in corso. Bruxelles, che si dice pronta a cooperare con il centro di coordinamento ASEAN per l’assistenza umanitaria, si contraddistingue per le azioni messe in atto in riferimento al golpe. Mentre, nel frattempo, il Giappone continua a non applicare sanzioni e il generale Min Aung Hlaing viene ricevuto in Russia.

Leggi il provvedimento integrale

 

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