ASEAN, nuovi spazi di crescita per le imprese europee

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Filiere, accordi commerciali e innovazione offrono opportunità per le imprese europee nel Sud-Est asiatico, tra industria, energia e servizi digitali

By Tommaso Magrini

Il Sud-Est asiatico si conferma un mercato di espansione per le imprese europee, tra diversificazione delle filiere, crescita dei consumi e negoziati commerciali. Le opportunità riguardano sia le esportazioni sia gli investimenti produttivi e i servizi, con prospettive diverse secondo i Paesi e i settori. A indicare l’interesse delle aziende sono le intenzioni raccolte dall’EU-ASEAN Business Council e il rafforzamento del dialogo economico tra Bruxelles e le capitali della regione. Secondo il Business Sentiment Survey pubblicato a settembre dall’associazione, il 78% dei rappresentanti delle imprese europee intervistati si aspetta un aumento degli scambi e degli investimenti nell’ASEAN nei prossimi cinque anni, rispetto al 71% del 2025. La stessa quota prevede di ampliare le attività in almeno un mercato dell’area. Vietnam e Indonesia restano le destinazioni principali. L’indagine, condotta su circa 150 dirigenti, rileva inoltre che il 61% considera l’ASEAN la regione con le migliori opportunità economiche rispetto agli altri mercati emergenti proposti, tra cui Cina e Asia meridionale.

Una componente della domanda nasce dalla riorganizzazione delle catene di approvvigionamento. Tra le aziende che stanno rivedendo le proprie filiere in risposta all’incertezza commerciale, il 67% prende in considerazione l’ASEAN. Il dato segnala l’attenzione verso una regione che può ospitare attività produttive e diventare una base per servire mercati vicini. Per i fornitori europei di impianti, componenti e servizi industriali, questa trasformazione costituisce un ambito da valutare attraverso le esigenze dei singoli progetti. Sul fronte commerciale, un passaggio rilevante riguarda le Filippine. Il 22 settembre Reuters ha riferito il raggiungimento di un’intesa preliminare di libero scambio con l’Unione europea. I parametri concordati a livello politico devono essere tradotti nel testo giuridico, prima del completamento dell’accordo. L’eliminazione prevista di oltre il 94% dei dazi sui due fronti potrebbe favorire le esportazioni europee di macchinari, apparecchiature e mezzi di trasporto, insieme a carni, latticini e alcolici. Le agevolazioni restano quindi una prospettiva legata all’iter dell’intesa.

La collaborazione si estende anche a energia, finanza e tecnologie. Il dodicesimo ASEAN-EU Business Summit individua cinque aree al centro del confronto: transizione energetica, inclusione finanziaria, connettività digitale, trasformazione attraverso l’intelligenza artificiale e salute e nutrizione. Sono comparti nei quali le partnership possono comprendere forniture, servizi specialistici e sviluppo di competenze, secondo le necessità locali e le condizioni di accesso ai mercati. Un caso di trasformazione industriale è la Malesia. Il Financial Times ha descritto la crescita del Paese nei semiconduttori e nei centri dati, sostenuta dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale. L’espansione di queste infrastrutture accresce l’attenzione verso la disponibilità di elettricità e acqua. Per le aziende europee attive nel raffreddamento, nell’efficienza energetica e nella gestione idrica, si tratta di possibili ambiti di collaborazione da verificare sul piano commerciale, anche in relazione ai requisiti ambientali dei progetti.

Per le imprese italiane, una lettura dei percorsi di ingresso arriva dall’intervista pubblicata da Forbes Italia il 29 giugno. Singapore viene indicata come una sede adatta alla strutturazione societaria e finanziaria e al coordinamento delle attività regionali. Vietnam e Thailandia emergono invece tra le alternative per la manifattura e la diversificazione produttiva. La scelta della base operativa dipende quindi dalla funzione cercata: vendere, produrre, distribuire o gestire una presenza in più Paesi. Le prospettive di espansione convivono con ostacoli operativi. Nel sondaggio dell’EU-ASEAN Business Council, il 73% degli intervistati segnala troppe barriere per un uso efficiente delle filiere e il 67% indica la mancata armonizzazione normativa come una difficoltà. Per le aziende, la preparazione dell’ingresso richiede dunque un’analisi delle regole nazionali, dei partner e della distribuzione. Il quadro resta favorevole a nuovi rapporti economici, ma le opportunità acquistano concretezza quando vengono collegate a mercati, clienti e progetti definiti.

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