ASEAN, l’amico di cui tutti hanno bisogno

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In un momento in cui le turbolenze economiche, commerciali e geopolitiche sono molto diffuse, la regione del Sud-Est asiatico si sta confermando un porto sicuro per gli investimenti.

Editoriale a cura di Alessio Piazza

La coda della pandemia di Covid-19, la crisi energetica globale, l’inflazione galoppante, l’aumento del dollaro, l’indebolimento della domanda cinese. Solo per restare sul versante economico e finanziario. Per non parlare di quello geopolitico, tra guerra in Ucraina e vari altri fronti di tensione. Insomma, il mondo non sta passando un periodo particolarmente sereno. Eppure, c’è una regione che si sta dimostrando più resiliente di altre. Un termine di cui si è forse abusato di recente ma che sembra calzare a pennello per le economie dell’area ASEAN. Le sei maggiori economie del blocco- Indonesia, Thailandia, Filippine, Singapore, Malesia e Vietnam – si stanno rivelando tutt’altro che fragili di fronte agli shock globali degli ultimi mesi e ultimi anni. Singapore sta guadagnando terreno nei servizi finanziari e nell’alta tecnologia, il Vietnam e la Malesia stanno ricevendo maggiori afflussi di investimenti diretti esteri nel settore manifatturiero e l’Indonesia sta ricevendo fondi record per sfruttare le sue risorse minerarie, in particolare il nichel. Non solo. Oltre agli investimenti greenfield, il Sud-Est asiatico è stato il maggior destinatario di fusioni e acquisizioni completate in Asia nella prima metà del 2022, avendo ricevuto addirittura il 56% del totale dei flussi in entrata. Le transazioni in entrata nella sola Indonesia sono state due volte superiori a quelle della Cina continentale, ancora frenata dalle restrizioni anti Covid. È interessante notare come non sia solo l’Occidente a dispiegare più capitali nell’ASEAN, ma anche la Cina, che ha ridotto le operazioni offshore in altre regioni per concentrarsi proprio sul Sud-Est asiatico. L’Associazione di 10 membri e 680 milioni di persone rappresenta già il 3,4% del prodotto interno lordo globale e il 7,7% delle esportazioni mondiali. E la sua centralità è destinata a crescere. Ma anche sul fronte politico, la regione si è rivelata una irrinunciabile piattaforma di dialogo, come dimostrato durante i recenti summit multilaterali tenuti e conclusi con successo tra Cambogia (summit ASEAN), Indonesia (vertice del G20), e Thailandia (summit APEC). Non è un caso che il Financial Times abbia di recente definito l’area ASEAN come “l’amico diplomatico e commerciale di cui tutti hanno bisogno”.

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