A cura di Giovanni Savini, Direttore Generale Unità di Missione per l’Attrazione e lo Sblocco degli Investimenti (UMASI), Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Nel contesto economico globale attuale, caratterizzato da profonde trasformazioni geopolitiche, tecnologiche e industriali, la capacità dei Paesi di attrarre investimenti produttivi di qualità non dipende più soltanto da fattori tradizionali. In questo scenario, la Pubblica Amministrazione è chiamata a svolgere un ruolo decisivo: non più mero apparato regolatorio, ma partner attivo dello sviluppo economico e industriale.
È in questa prospettiva che si colloca l’azione della Unità di Missione per l’Attrazione e lo Sblocco degli Investimenti (UMASI), istituita presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l’obiettivo di facilitare, accelerare e coordinare i procedimenti amministrativi relativi a investimenti di rilevante impatto economico e strategico per il Paese. UMASI rappresenta un cambio di paradigma nella governance pubblica degli investimenti: un modello operativo fondato sull’integrazione tra livelli di governo e sull’utilizzo coerente degli strumenti di semplificazione previsti dall’ordinamento.
Ѐ stata redatta un’analisi che offre una ricostruzione puntuale e documentata dell’evoluzione recente delle politiche italiane in materia di attrazione degli investimenti, con particolare attenzione agli strumenti introdotti a partire dal 2022, tra cui l’articolo 13 del decreto-legge n. 104 del 2023 e il rafforzamento dei poteri sostitutivi e commissariali. Attraverso l’analisi di casi concreti – che spaziano dai semiconduttori alle biotecnologie, dall’acciaio ai data center – il contributo dimostra come la semplificazione amministrativa, se attuata in modo consapevole e responsabile, possa produrre risultati tangibili e rafforzare la credibilità del sistema Paese nei confronti degli investitori internazionali, compresi quelli dell’area ASEAN.
Al tempo stesso, il lavoro non elude una riflessione critica di fondo: le procedure straordinarie non possono e non devono diventare la regola. Il vero obiettivo di una moderna politica industriale è il miglioramento strutturale dei procedimenti ordinari, affinché rapidità, prevedibilità e coordinamento interistituzionale diventino elementi sistemici dell’azione amministrativa. Solo così l’Italia potrà consolidare nel lungo periodo i risultati raggiunti e competere stabilmente nei nuovi equilibri della geografia industriale europea e globale.

