Omnibus Law e il settore finanziario in Indonesia

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Approvata l’attesa riforma del settore finanziario, che Giacarta cercava da molto tempo. Ecco che cosa cambierà

Articolo di Aniello Iannone

Dopo quasi 3 anni di trattative, il 15 dicembre 2022 la Camera dei Rappresentanti indonesiana ha approvato la riforma  sullo sviluppo e il rafforzamento del settore finanziario (UU PPSK). La riforma che andrà a modificare le norme in materia di diritto finanziario in particolar modo per il settore riguardante gli investimenti, sarà amministrata tramite una omnibus law, tipologia già usata per la riforma sul lavoro nel 2020 e nel 2021 sulle riforme riguardanti le armonizzazioni  delle normative fiscali. Le norme per lo sviluppo e il rafforzamento del settore finanziario (PPSK), composto da 27 capitoli e 341 articoli, vedono grandi cambiamenti suddivisi in 17 articoli.

La nuova riforma diventerà la norma principale per la regolarizzazione business quali attività come capitale di rischio, mercato del carbonio e il mercato delle criptovalute, ma toccherà  anche istituzioni finanziarie quali banche e centri assicurativi e la banca dell’oro. Inoltre la nuova legge riformula competenze e poteri della Banca Centrale Indonesia (Bank Indonesia o BI), dell’autorità per i servizi finanziari (Otoritas Jasa Keuangan o OJK) e della Società di assicurazione dei depositi  (Lembaga Penjamin Simpanan o LPS).

Secondo la nuova legge, infatti, la Bank Indonesia potrà comprare titoli di Stato a lunga scadenza sul mercato primario.  In pratica la banca centrale potrà stampare  denaro per finanziare la spesa del governo, nel caso eventualmente anche di crisi finanziarie che potrebbero mettere a rischio l’economia nazionale. Prima la BI comprava le obbligazioni del Paese sul mercato primario con un livello di interesse, diventando un acquirente in standby nel caso che gli investitori non fossero riusciti a riassorbire i titoli di stato, comprando obbligazioni nazionali anche con un tasso di interesse dello 0%. Questa azione, tecnicamente detta burden sharing, è stata praticata durante la crisi sanitaria del Covid-19 perché le entrate statali del governo hanno risentito della pandemia. L’azione di burden sharing dovrebbe essere usata sola quando serve. Ma con la nuova riforma diventa una vera e propria non stop policy in caso di stato crisi economica. Non è ben specificato, però, nella riforma in cosa consista lo stato di crisi, in tal senso la riforma potrebbe diventare un mezzo nel caso in cui il governo abbia bisogno di introiti  fiscali a basso costo. 

Un ruolo importante invece è dato alla OJK, che viene riformata strutturalmente. I membri del Consiglio dei Commissari dell’OJK passano da 9 a 11. Vengono istituiti il ruolo di Capo Esecutivo della Supervisione delle Istituzioni Finanziarie Società di Capitali di rischio ed Istituti di Microfinanza e il ruolo di Sovrintendente capo per l’innovazione tecnologica del settore finanziario per gli  asset finanziari digitali e le attività cripto. La nuova legge impone all’OJK di controllare e gestire le attività legate al fintech e alla finanza digitale compreso il mercato cripto. Proprio le attività legate alle criptovalute, (prima gestite dal BAPPEBTI, cioè l’ agenzia di vigilanza sul commercio dei futures delle materie prime), rientrano nell ITSK, quali nuove forme tecnologiche nel settore finanziario devono essere regolamentate e controllate e sarà l’OJK a doverle gestire da questo momento. Oltre al OJK e alla BI anche la LPS ha visto cambiamenti nei suoi ruoli. Inizialmente uno dei compiti principali della LPS era garante dei depositi pubblici nelle banche. L’omnibus law finanziaria invece incarica la LPS di garantire le polizze assicurative.

Conclusione 

Una riforma del settore finanziario era attesa in Indonesia da tempo. La riforma mira a migliorare, mettere in sicurezza  e velocizzare un settore che in Indonesia, come ha notato il Ministro delle Finanze Sri Mulyani Indrawati, usa norme ormai non al passo coi tempi. Come le altre riforme, anche questa non manca di alcune lacune. Per esempio non è ben chiaro da chi saranno scelti i direttori delle tre autorità finanziarie primarie, BI, OJK e LPS. Nella legge è chiaro che non possono essere dirigenti attivi di partiti politici, però non è presente un vero e proprio meccanismo per tutelare questo principio. 

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