La condizione delle donne in ASEAN ai tempi del Covid-19

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L’emergenza sanitaria pone nuove sfide alla parità di genere

L’uguaglianza di genere è una partita ancora aperta per le donne dell’ASEAN: un report del World Economic Forum mostra infatti che, in assenza di grandi cambiamenti, ci vorranno altri 163 anni per colmare il gender gap nei Paesi del Sud-Est Asiatico e del Pacifico, più che per ogni altra regione del globo. Nonostante differenze significative tra Paesi (dalle Filippine classificate al 16° posto per uguaglianza di genere, al Myanmar in 114° posizione), questo report evidenzia una forte disuguaglianza di genere in tutti i Paesi dell’ASEAN.

Con l’avvento della pandemia di Covid-19 e le sue conseguenze, queste barriere all’emancipazione femminile si sono ulteriormente rafforzate. Come riportato da UN Women, nell’Asia-Pacifico donne e ragazze, durante il lockdown, hanno dovuto assumere maggiori responsabilità domestiche, di cura dei figli e di assistenza ad anziani e malati. Questo non solo ha esposto le donne al rischio di contrarre il virus, ma ha anche peggiorato le disuguaglianze nei nuclei domestici; avendo dovuto occuparsi della famiglia e delle faccende domestiche, le donne hanno avuto meno tempo a disposizione per lavorare, a differenza della loro controparte maschile. Inoltre, il settore sanitario dei Paesi ASEAN è caratterizzato da un divario retributivo tra uomini e donne, così come da una bassa rappresentanza femminile in posizioni decisionali. Sebbene più dell’80% di infermieri e assistenti sanitari siano donne in prima linea nella lotta al virus, nella leadership sanitaria gli uomini occupano il 72% delle posizioni di vertice, e ricevono una remunerazione più elevata rispetto alle loro colleghe.

Ciò nonostante, la pandemia ha portato con sé una serie di cambiamenti ed opportunità per l’emancipazione femminile nella regione. Il passaggio all’economia digitale, che ha causato un incremento massiccio nell’uso di piattaforme di e-commerce, di formazione e comunicazione a distanza, è un settore in cui le donne possono inserirsi come imprenditrici e aumentare la loro partecipazione all’economia. Per esempio, in Indonesia la rapida crescita del commercio elettronico ha favorito l’imprenditoria femminile. Per facilitare il loro ingresso in questo settore, i Paesi ASEAN possono investire in politiche per ridurre il digital gap tra uomini e donne. Ad incoraggiare la maggiore autonomia femminile contribuiscono inoltre numerose iniziative di carattere sociale ed istituzionale che vedono le donne come risorse fondamentali per la costruzione di un’economia sostenibile: in Cambogia, imprenditrici donne impegnate in attività sostenibili potranno finanziare le proprie idee tramite i fondi messi a disposizione dalla Women’s Livelihood Bond, una serie di obbligazioni messa a disposizione dalla Impact Investment Exchange.

Nonostante gli ostacoli posti dall’emergenza Covid-19, i Paesi ASEAN sembrano determinati a voler raggiungere una vera e propria parità di genere, mettendo a disposizione strumenti utili al fine di colmare le disparità. Oltre a vedere un aumento del numero di donne in posizioni di leadership nel 2020, recentemente l’ASEAN Women for Peace Registry ha convocato un incontro online per discutere le iniziative volte a promuovere il ruolo delle donne nelle società del Sud-Est asiatico. Si tratta di un’occasione che fa ben sperare sul futuro delle politiche di genere nella regione e che rafforza le speranze delle donne dell’ASEAN.

Articolo a cura di Elena Colonna.

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