In ASEAN cresce sempre di più il “femtech”

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Il “femtech” – l’insieme di software, prodotti o servizi che utilizzano la tecnologia per migliorare la salute femminile – nasce come risposta al bisogno consapevole di informazioni, trattamenti specifici e supporto sanitario delle donne di tutto il mondo. Nell’Asia-Pacifico, dove molti temi come aborto, mestruazioni e menopausa sono talvolta ancora considerati taboo, il settore è in rapida crescita, con Singapore a guida della tendenza.

Le donne rappresentano la metà della popolazione mondiale, eppure le aziende tecnologiche che soddisfano le loro specifiche esigenze sanitarie non rappresentano che una quota minima del mercato tecnologico globale. Yan Li, professoressa di trasformazione digitale presso la Business School ESSEC Asia-Pacifico di Singapore, sostiene che la salute delle donne sia stata storicamente messa da parte non solo dai governi ma dalla stessa industria medica. In un’intervista al Nikkei-Asia ha detto che “l’assistenza sanitaria femminile è considerata un settore di nicchia. Molti studi sui farmaci non vengono nemmeno testati su soggetti di sesso femminile per cui le donne possono facilmente subire un’overdose accidentale”. Le affermazioni di Yan Li trovano riscontro anche in uno studio pubblicato sul British Journal of Clinical Pharmacology nel 2018: solo il 22% dei soggetti coinvolti negli studi farmacologici di Fase 1 sono donne.

Coniato nel 2016 da Ida Tin, fondatrice di Clue, un’app di tracciamento dell’ovulazione e del ciclo mestruale, il termine “femtech” si riferisce a qualsiasi software, prodotto o servizio che utilizza la tecnologia per migliorare la salute delle donne. Una risposta al bisogno consapevole di informazioni, trattamenti specifici e supporto sanitario delle donne di tutto il mondo.

Nel 2019, l’industria femtech ha generato 820,6 milioni di dollari di entrate globali e ha ricevuto 592 milioni di dollari in investimenti in capitale di rischio, secondo PitchBook, società di ricerca e dati finanziari. Una moltitudine di app e società tecnologiche è entrata sul mercato per soddisfare le esigenze specifiche delle donne, incluso il monitoraggio delle mestruazioni e della fertilità e soluzioni per la gravidanza, l’allattamento al seno e la menopausa, fino a programmi specifici per diagnosi e monitoraggio di patologie come il cancro al seno o alla cervice.

Nel maggio 2021 un articolo del New York Times titolava Is ‘Femtech’ the Next Big Thing in Health Care?: l’anno scorso, infatti, il report FemTech Analytics contava già 1.550 aziende femtech in tutto il mondo con il 51.9% del totale localizzato in Nord America, il 23.5% in Europa, il 13.9% in Asia, il 4.7% in Australia, il 4.4% in Sud America e l’1.6% in Africa.

FemTech Analytics prevede però che entro il 2026 sarà la regione Asia-Pacifico ad avere la crescita più rapida al mondo delle app per la salute delle donne. Nel sud-est asiatico, temi come l’aborto, il controllo delle nascite e persino le mestruazioni sono sempre stati tabù. “Ci sono diverse ragioni per cui i problemi di salute delle donne non sono propriamente trattati in questa regione del mondo. La prima è però senza dubbio la scarsa o quasi nulla educazione sessuale, che impedisce alle donne di conoscere e cercare una migliore cura del proprio corpo”, ha spiegato Yan Li in un’intervista a TechWire Asia. Nella regione ancora oggi è comune che le donne rimangano nascoste durante il ciclo mestruale. In alcune comunità del Laos, del Nepal o dell’Indonesia, ad esempio, le mestruazioni sono considerate impure o sporche. Questo rende difficile per le donne andare a scuola o svolgere le attività quotidiane e praticamente quasi impossibile ricevere la giusta e appropriata assistenza in caso di necessità. 

Ma è della necessità che si fa virtù. Ad oggi secondo l’ultimo report di Femtech Analytics esistono 24 società femtech a Singapore, 6 in Thailandia, 3 in Indonesia, Vietnam e Filippine rispettivamente e 2 in Malesia. Tra queste, Sehati, fondata dall’indonesiana Anda Waluyo, è basata sull’IoMT (Internet of Medical Things) e mira al monitoraggio fetale e all’accesso a consultazioni specialistiche per le madri in dolce attesa tramite app; EloCare, fondata a Singapore da Mabel Yen Ngoc Nguyen monitora e registra tramite dispositivi indossabili dati relativi ai sintomi della menopausa e infine ZaZaZu, fondata ugualmente a Singapore da Jingjin Liu, propone una piattaforma per educazione, prodotti e servizi digitali legati alla sessualità femminile.

Il settore è dunque fiorente e le donne asiatiche talmente entusiaste da aver reso possibile la nascita di FemTech Asia, “una piattaforma per la ricerca di lavoro fondata da giovani donne che desiderano sviluppare la propria carriera nei mercati tecnologici asiatici”.

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