La Corea del Sud rilancia il commercio con l’ASEAN

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A pochi mesi dalle presidenziali del 2022, Moon Jae-in rilancia le relazioni commerciali con le economie ASEAN. Tra sfide economiche e diplomatiche, il governo di Seul cerca di onorare gli impegni presi a inizio mandato

La Corea del Sud ha avviato i colloqui per rilanciare le relazioni commerciali con l’ASEAN. Al momento del suo insediamento, l’esecutivo di Moon Jae-in si era impegnato a sviluppare il potenziale diplomatico del Paese, promuovendo relazioni solidali e cooperative col vicinato asiatico. Negli ultimi mesi di mandato prima delle presidenziali del 2022, sembra si stia dedicando a onorare questo impegno, come dimostrano i recenti contatti diplomatici con la Corea del Nord e le dichiarazioni circa la volontà di aggiornare l’accordo di libero scambio con le economie ASEAN.

L’accordo per liberalizzare il commercio con il Sud-Est asiatico è stato siglato nel 2007, e oggi l’ASEAN è uno dei principali partner commerciali della Corea del Sud – secondo solo alla Cina. Il commercio bilaterale con Pechino ammontava a 241,4 miliardi di dollari circa nel 2020, e rappresentava il 24,6% del commercio tra la Corea del Sud e il resto del mondo. L’ASEAN, d’altro canto, si è ritagliata il suo 14,6%, nonostante una crisi sanitaria globale e la recessione che l’ha accompagnata. Dal 2006 al 2019 il volume degli scambi tra le parti è cresciuto del 60% circa, essendo passato da 61,7 a 151,2 miliardi di dollari, secondo il database dell’International Trade Center. Quando il commercio globale si è contratto a causa della pandemia da Covid-19, il volume delle transizioni tra i due Paesi è sceso a 143,8 miliardi nel 2020. Nonostante questo, l’ASEAN resta un partner economico significativo, di cui il Vietnam è il fiore all’occhiello: con 69,1 miliardi di dollari, Hanoi rappresenta il 28,4% del totale dell’interscambio bilaterale.

Il vettore dei rapporti commerciali con i Paesi del Sud-Est asiatico è la “New Southern Policy”, lanciata ufficialmente da Seul nel novembre 2017. “Il governo coreano spingerà con forza la sua New Southern Policy per ottenere decisivi progressi nei suoi legami di cooperazione con l’ASEAN” aveva detto il Presidente Moon Jae-in, in occasione del Korea-Indonesia Business Forum nel 2017, “È mio desiderio che la Nuova Politica del Sud possa realizzare una comunità per le persone, che unisca le persone alle persone e le menti alle menti; una comunità pacifica, che contribuisce alla pace in tutta l’Asia; una comunità di prosperità condivisa in cui i paesi dell’ASEAN crescano insieme attraverso una cooperazione economica reciprocamente vantaggiosa”. Nell’alveo di questo rinnovato approccio cooperativo con il Sud-Est asiatico si inserisce anche la volontà di approfondire le relazioni commerciali con i Paesi della regione. La Corea del Sud aveva concordato con l’ASEAN una riduzione ulteriore delle rispettive barriere tariffarie nel 2016, ma l’aggiornamento dell’accordo di libero scambio è passato poi in secondo piano rispetto alla Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), che è stata finalmente siglata a fine 2020.

Purtroppo per il governo coreano, nonostante gli sforzi per rafforzare la cooperazione, su commercio e  investimenti in area ASEAN Seul è ancora in ritardo rispetto a Pechino e Taipei. “In mezzo all’intensificarsi dell’attrito commerciale tra Stati Uniti e Cina, le nazioni dell’ASEAN sono emerse come un mercato alternativo” ha affermato Kim Bong-man, capo della divisione per gli affari internazionali della Federation of Korean Industries. “Per ampliare i legami commerciali della nazione con il mercato dell’ASEAN, l’Assemblea nazionale dovrebbe ratificare una serie di accordi commerciali”, ha proseguito, “compreso il partenariato economico globale con l’Indonesia e un accordo bilaterale di libero scambio con la Cambogia”.Il rinnovato attivismo diplomatico del governo di Seul, che di recente ha celebrato il possibile riavvicinamento alla Corea del Nord con il ripristino della linea di comunicazione interrotta un anno fa, si rivolge anche al Sud-Est asiatico. A pochi mesi dal termine del suo mandato, tra gli sforzi di riprendere l’economia nazionale e le sfide geopolitiche poste dalle tensioni sino-statunitensi, Moon Jae-in sembra voler onorare gli impegni presi al tempo del suo insediamento. “Non è cercando di superare da soli le sfide, ma anzi la solidarietà e la cooperazione che ci renderanno più forti nel superare la pandemia. Abbracciamo questo riconoscimento e sforziamoci di renderlo una realtà” ha detto il Presidente a Davos, nel gennaio scorso. I progetti di diversificazione economica promossi da Seul per svincolarsi dall’eccessiva dipendenza economica da Pechino sembrano conciliarsi con il fervore  della diplomazia post-Covid-19.

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