La corsa delle imprese giapponesi al Sud-Est asiatico

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La pandemia ha acceso una nuova consapevolezza sull’importanza dell’igiene personale e degli ambienti.Le aziende giapponesi di settore, potendo contare su un sempre più ampio bacino di consumatori appartenenti alla fascia di reddito medio, stanno espandendo le proprie attività nella regione ASEAN

Se da un lato la pandemia ha frenato la crescita di innumerevoli settori, dall’altro la situazione emergenziale ha dato impulso alla repentina espansione di alcuni specifici segmenti di mercato, tra cui spicca quello dei prodotti per l’igiene personale e la cura della casa. È il caso di alcune aziende giapponesi che hanno rilanciato le proprie attività dopo una prima fase di stallo, facendo leva sulle nuove consapevolezze portate dalla pandemia tra la crescente classe media. Takafumi Ohno, che dirige le attività internazionali di Lion, ha reso noto di voler puntare sul grande potenziale del mercato della bellezza nel Sud-Est asiatico.

A settembre, l’azienda, già affermata nel settore dei prodotti per la casa, ha lanciato Azzura, il suo primo marchio di cosmetici. Il brand ha esordito in Indonesia, ma l’intenzione è di raggiungere nei prossimi anni anche altri Paesi, come la Malesia. Proponendo un prezzo che si colloca nella fascia media e rivolgendosi a un numero sempre crescente di giovane donne lavoratrici, Lion si dice fiduciosa a conquistare anche questo nuovo segmento di mercato, in cui la domanda cresce rapidamente a fronte di una poco intensa concorrenza di marche locali e estere. Alla fine dello scorso anno, sempre grazie a Lion, a Singapore è arrivato SunoHada, marchio giapponese di prodotti per la cura della pelle, mentre in Thailandia approdava la skincare targata Rawquest, prodotto dalla filiale sudcoreana.

Anche per Earth Corporation, società leader nel settore degli insetticidi per uso domestico, si intravedono buone possibilità di accelerare l’espansione del business nel Sud-Est asiatico. Sfruttando la maggiore attenzione al rischio di trasmissione di malattie infettive attraverso gli insetti dovuta alla recente esperienza pandemica, il momento sembra adatto per arricchire la propria offerta di prodotti e ultimare le operazioni di espansione in paesi come Malesia, Cambogia e Filippine. L’obiettivo è quello di aumentare i ricavi provenienti dalla vendita di repellenti nella regione del 15% entro la fine del 2023, partendo dalla cifra attuale a 16 miliardi di yen (130 milioni di dollari), come dichiarato dal presidente di Earth, Katsunori Kawabata.

I recenti progetti di espansione delle imprese giapponesi nella regione lasciano intravedere non solo un allargamento del bacino dei consumatori, ma anche la partecipazione in iniziative virtuose a vantaggio delle comunità locali. Uno dei progetti più significativi vede Kao, azienda chimica e cosmetica, impegnata nel lancio di una collaborazione con Wota, una startup affiliata all’Università di Tokyo che ambisce a fornire soluzioni per combattere la crisi idrica mondiale. I due partner hanno reso noto che “Kao e WOTA uniranno le forze in una partnership commerciale volta a risolvere i problemi globali relativi all’acqua e ai servizi igienici” attraverso una serie di iniziative, tra cui l’installazione di lavamani in luoghi privi di accesso all’acqua corrente. “Espandiamo la nostra attività in modo che le persone in questi luoghi possano usare acqua e sapone per una migliore igiene”, ha affermato Atsushi Koizumi, amministratore delegato e direttore del centro di promozione aziendale globale della Kao. 

Attualmente, le due imprese sono impegnate in un test pilota in Indonesia che prevede l’installazione di stand WOSH, dotati di serbatoi d’acqua propri e di una tecnologia che sarebbe in grado di filtrare, disinfettare e rendere nuovamente potabile l’acqua precedentemente usata per lavarsi le mani. La speranza è che lo sforzo in direzione della risoluzione di un problema sociale diffuso in alcune aree del Sud-Est asiatico come l’assenza di sistemi di approvvigionamento idrico possa avere un impatto positivo anche sulla domanda di saponi e detersivi e premiare sul piano delle vendite.

La pandemia ha modificato profondamente la sensibilità e le esigenze dei consumatori asiatici, riaccendendo simultaneamente le ambizioni di quegli operatori che desiderano proporre prodotti ad alto valore aggiunto per soddisfare le sempre più esigente richieste della crescente classe media. Anche se di recente la Cina ha superato il Giappone come “top partner” nell’opinione dei cittadini della regione del Sud-Est asiatico, nel tentativo di espandere il proprio business e mitigare le conseguenze del calo demografico nel mercato interno, tante imprese giapponesi scelgono di scommettere sulle emergenti economie dell’ASEAN. 

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