Negoziati per l’accordo di libero scambio UE-Filippine: una priorità per entrambi

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Nel summit bilaterale dello scorso luglio, Von der Leyen e Marcos hanno espresso l’intenzione di concludere un accordo commerciale “il prima possibile”. Manila intende raggiungere l’obiettivo prima del 2028. L’accordo permetterebbe di sbloccare il potenziale ancora inespresso dei rapporti economici tra i due partner.

Articolo di Sophia Ordoña (European Chamber of Commerce of the Philippines – ECCP) e Pierfrancesco Mattiolo 

La Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, nella sua recente e importante visita alle Filippine di fine luglio, ha espresso la volontà di riprendere i negoziati per l’accordo di libero scambio (ALS) tra l’UE e la nazione asiatica. Il presidente delle Filippine Ferdinand Marcos Jr. ha a sua volta espresso il suo appoggio a una rapida conclusione del trattato prima del termine del suo mandato, nel 2028. L’agenda economica di Marcos è orientata verso una decisa apertura del mercato nazionale: dopo aver liberalizzato le telecomunicazioni, i traporti e le energie rinnovabili, la conclusione dell’ALS segnerebbe un ulteriore, deciso, passo in questa direzione. Le Filippine sono un partner strategico per l’Europa e l’Italia. Le relazioni economiche tra Roma e Manila sono solide, nel 2022 valevano 1.24 miliardi di euro, e l’ALS aumenterebbe le opportunità in settori chiave come i macchinari agricoli, le infrastrutture e il tessile. A conferma del cordiale clima di collaborazione tra i due Paesi, lo scorso anno i Ministeri del Turismo italiano e filippino hanno iniziato a lavorare su un accordo di cooperazione turistica.

L’ALS rappresenta un opportunità sia per Bruxelles che per Manila. L’UE riconosce nelle Filippine un like-minded partner sul piano dei valori democratici e dello sviluppo sostenibile, collocato in una regione, l’Indo-Pacifico, particolarmente delicata per gli interessi economici e strategici dell’Unione.  Approfondire i legami con le Filippine – e tutti gli altri partner ASEAN – rientra nella strategia di de-risking adottata dall’UE, ossia coltivare i rapporti con nuovi partner commerciali e mitigare i rischi politici ed economici legati al dipendere troppo da Paesi come la Cina. Per l’amministrazione Marcos, stipulare il trattato prima del 2028 è una priorità non solo sul piano politico, ma anche commerciale. Il Paese infatti, per il momento, gode dello Schema di Preferenze Generalizzate Plus (GSP+) che garantisce a molti prodotti filippini di accedere al mercato europeo senza alcun dazio. Questo regime di favore scadrà a fine 2023. Anche se la Commissione ha proposto di estenderlo fino al 2027, le Filippine sono comunque in procinto di diventare un’economia a reddito medio-alto intorno al 2025. Tale “promozione” farebbe iniziare un periodo di transizione di tre anni, dopo il quale Manila perderebbe i vantaggi del GSP+, dato che questo ha come scopo il supporto dei Paesi con redditi più bassi. Se concluso prima del 2028, l’ALS sostituirebbe il GSP+ e permetterebbe quindi alle aziende filippine di mantenere l’accesso al mercato europeo senza tariffe sui prodotti coperti dal trattato.

Dal punto di vista filippino, i settori che trarrebbero beneficio dall’accordo sono molti, ad esempio l’agricoltura e l’energia. Più nello specifico, l’abbigliamento vedrebbe un aumento degli impiegati tra i 120.000 e i 250.000 e delle esportazioni per 600 milioni di dollari nei primi due anni dall’attuazione dell’accordo. L’arcipelago è anche ricco di materie prime essenziali (ad esempio, nickel, rame e cromite) di importanza cruciale per le tecnologie verdi. Ma anche lo scambio di servizi potrebbe aumentare. Il settore IT filippino vale 50 miliardi di dollari ed è molto dinamico, quindi potrebbe espandere le sue quote di mercato in Europa. Per le aziende europee, sarebbe conveniente avere maggiore accesso a un Paese è in crescita sotto ogni punto di vista: economico (il PIL è cresciuto del 7,6% nel 2022), demografico e sociale, con una classe media giovane e sempre più numerosa. L’accordo potrebbe finalmente sbloccare un potenziale economico ancora inespresso: gli scambi bilaterali Bruxelles-Manila sono relativamente bassi quando confrontati a quelli tra Europa e altri Paesi ASEAN e solo il 4% degli investimenti europei nelle economie ASEAN è diretto verso le Filippine.

I negoziati per l’ALS dovranno anche superare alcuni ostacoli. La tutela dei diritti di proprietà intellettuale è stato uno dei capitoli più delicati dei precedenti round negoziali tra i due partner, ma ora potrebbe essere più facile trovare un punto di incontro, dato che le Filippine non sono più nella watch list sulla proprietà intellettuale della Commissione Europea dal 2019. Il capitolo sulla proprietà intellettuale nel futuro ALS includerebbe, con ogni probabilità, regole più forti sulla tutela delle indicazioni geografiche (DOP, IGP,…) dei prodotti alimentari europei e italiani. Infine, Von der Leyen ha indicato la necessità di un più profondo allineamento tra i due partner in materia di protezione ambientale e dei lavoratori. La Presidente della Commissione ha anche riconosciuto i passi avanti fatti dal Paese in materia di diritti umani e il dialogo bilaterale tuttora in corso intende affrontare le questioni ancora aperte. Tali ostacoli possono divenire opportunità, se l’ALS riuscirà a includere regole efficaci in queste materie. Un accordo rappresenterebbe un’opportunità di crescita non solo economica, ma anche politica e sociale per entrambi i partner. 

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