Un futuro green per l’ASEAN: rispondere al cambiamento climatico attraverso la sostenibilità

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La regione punta sul rispetto per l’ambiente e sull’innovazione tecnologica

Si è tenuta martedì 10 novembre la Terza tavola rotonda del Digital High Level Dialogue organizzato da The European House Ambrosetti, in collaborazione con l’Associazione Italia-ASEAN, sul tema delle relazioni tra l’Italia e l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico. La regione si sta rivelando un’area promettente per attività di import/export, nonché una valida destinazione per gli investimenti in materia di sviluppo sostenibile ed economia circolare. L’esperienza dei Paesi ASEAN nel gestire la pandemia da Covid-19, infatti, ci ha mostrato come problemi di portata internazionali possono essere affrontati tramite azioni collettive e con un approccio resiliente. Tuttavia, permane la minaccia del cambiamento climatico che richiede l’adozione di soluzioni adeguate da parte di istituzioni e aziende. 

Una speranza viene dal rapporto Renewables 2020 dell’International Energy Agency (IEA), secondo il quale nel 2020 abbiamo assistito ad un incremento delle energie rinnovabili in tutto il mondo, rappresentando il 90% della nuova energia generata a livello globale, con il restante 10% derivato da gas e carbone. Le previsioni di crescita per il 2021, inoltre, lasciano intendere un risultato altrettanto roseo: entro il 2025 le Fonti di Energia Rinnovabile (FER) diventeranno la principale fonte di produzione di energia elettrica su scala mondiale.

Per quanto concerne i Paesi ASEAN, il cambiamento climatico rappresenta una sfida alla loro stessa esistenza. La regione, infatti, è nota per il suo clima tropicale umido, caratterizzato da una temperatura media superiore ai 18°C e dalle continue piogge monsoniche. Tuttavia, le conseguenze generate dall’inquinamento, dall’innalzamento del livello del mare e dall’aumento delle emissioni di CO2 si manifestano già in modo dirompente attraverso catastrofi naturali e le cosiddette “migrazioni climatiche”, fenomeni che possono influire sulla loro dimensione socio-economica. Secondo uno studio della Asian Development Bank (ADB), in assenza di misure adeguate il PIL della regione potrebbe subire una contrazione dell’11% entro il 2100.

I governi ASEAN si stanno muovendo nella giusta direzione, manifestando la chiara intenzione di voler adottare modelli di sviluppo che siano sostenibili, inclusivi e durevoli nel tempo. Ne discuteranno dal 17 al 20 novembre in occasione della 38° edizione dell’ASEAN Ministers on Energy Meeting (AMEM), ovvero un momento di confronto sul tema della “Transizione energetica verso uno sviluppo sostenibile” , a testimonianza di quanto temi come “sostenibilità” ed “economia circolare” stiano diventando prioritari all’interno delle agende istituzionali. 

Per sottolineare questo percorso di crescita verso lo sviluppo sostenibile, durante l’incontro è stata fondamentale la testimonianza di aziende della regione provenienti da settori che, parallelamente all’azione dei governi, stanno manifestando un chiaro interesse per uno sviluppo sempre più green. È il caso riportato da Claudia Anselmi, Amministratore Delegato di Hung Yen Knitting & Dyeing Co., azienda leader dell’industria del settore tessile fondata in Vietnam nel 2008 dal gruppo italiano Carvico, e nota per il suo approccio sostenibile finalizzato alla riduzione dei rifiuti e all’efficientamento della catena di produzione. Per altri settori, invece, come segnalato da Alberto Maria Martinelli, Presidente della Camera di Commercio Italiana a Singapore, sono necessari investimenti green al fine di realizzare infrastrutture e tecnologie sostenibili. Funge da esempio, infatti, il caso del settore agricolo, sempre più minato dalle catastrofi naturali e in cui la digitalizzazione può giocare un ruolo fondamentale attraverso l’utilizzo di modelli predittivi. Questo fenomeno, noto come digital agriculture, sta diventando sempre più centrale nel dibattito sulla salvaguardia delle popolazioni minacciate dalle calamità naturali, e si pone anche in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 delle Nazioni Unite.

È indubbio, dunque, che il cambiamento climatico esiste da ben prima della pandemia da Covid-19, ma solo quest’ultima è riuscita far emergere l’esigenza di una trasformazione sostenibilea livello globale. L’Italia e i Paesi ASEAN stanno mostrando di saper cogliere questa opportunità attraverso maggiori investimenti sull’innovazione tecnologica e con un approccio ecocompatibile volto al rafforzamento della cooperazione internazionale.

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