ASEAN: il coraggio di investire nelle idee

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La politica di investimenti in tecnologia e capitale umano sta portando il Sud-Est asiatico ad avere vantaggio competitivo nella nuova era digitale

Il Sud-Est asiatico potrebbe presto diventare un punto di riferimento per il resto del mondo per la realizzazione di ‘economie della conoscenza’ (Knowledge-Based Economies), ovvero il concetto di maggior rilevanza per il progresso economico nel nuovo millennio. 
In un recente report delle Nazioni Unite, difatti, si nota come diversi campioni di innovazione e di imprenditorialità siano proprio a stampo asiatico, con alcune eccellenze assolute. Singapore risulta seconda a livello mondiale, solo dopo la Svezia, per trasferimento tecnologico; la Malesia viene raffigurata come primo paese tra le economie emergenti per capitale umano e politiche innovative.

Importanti progressi si notano anche in Indonesia e Filippine, dove lo sviluppo tecnologico negli ultimi decenni sta portando a un importante fermento imprenditoriale, oltre che a colmare diversi gap istituzionali.

In particolare, recenti studi confermano come in Indonesia l’aumento del numero di imprese innovative stia portando non solo ad un vantaggio competitivo tecnologico, ma anche e soprattutto ad una crescita economica sostenibile.

Il report enfatizza in tal senso il ruolo di tre fattori principali come ‘driver’ di crescita economica: qualità e accesso alle infrastrutture telecomunicative (ICTs), tasso di crescita del capitale umano per alfabetizzazione digitale e possibilità delle informazioni di circolare liberamente all’interno dei paesi.

In primis, un buon livello di infrastrutture telecomunicative garantisce un accesso alla rete rapido, sicuro ed economico per tutti. I governi di Singapore e Malesia risultano qui tra i più illuminati.

Strettamente correlato è invece il tema del capitale umano: massicci investimenti in formazione, ricerca e sviluppo e abilità digitali nelle scuole, oltre che in corsi di orientamento volti a meglio comprendere le dinamiche del mercato del lavoro, portano sempre ad un utilizzo inedito dei mezzi di comunicazione. Ciò porta consapevolezza nei cittadini, oltre che favorire la creazione e condivisione libera di nuove idee da cui nascono aziende innovative che portano ricchezza, in un circolo virtuoso.

Come il report nota, ‘una integrazione armoniosa fra persone e tecnologia è non solo necessaria, ma indispensabile per prosperare nel lungo termine’.

Il Sud-Est asiatico sta ponendo delle forti basi per passare da un sistema economico basato sulla manifattura a basso valore aggiunto ad una economia basata sulla dinamicità della conoscenza, dove il ruolo primario viene ricoperto dal trasferimento di informazioni e dagli imprenditori con competenze avanzate (Knowledge-Intensive Entrepreneurs), in un’ottica di ‘distruzione creativa’ della conoscenza.
Questi imprenditori, come nel caso dell’e-commerce e della sharing economy, hanno creato dei veri e propri ecosistemi digitali capaci di permeare ogni dimensione della vita degli utenti, dai pagamenti agli spostamenti, fino ad arrivare ai beni di prima necessità.

In aggiunta, la pandemia ha avuto in Sud-Est asiatico importanti conseguenze: una regione abitata da 600 milioni di persone, in cui la vicinanza e lo scambio fisico giornaliero era uno stile di vita, ha visto radicalmente cambiare le proprie abitudini: gli ultimi dati parlano di come questo fenomeno di digitalizzazione abbia portato prosperità solo nelle nazioni dove già in precedenza si era investito in ICTs, formazione e ricerca e sviluppo.

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