La Thailandia si avvicina al matrimonio LGBTQ+

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Il nuovo Premier thailandese spinge in direzione della legalizzazione delle nozze tra persone dello stesso sesso. Sarebbe il primo Paese del Sud-Est asiatico a dare il via libera

Di Tommaso Magrini

La Thailandia potrebbe diventare il primo Paese del Sud-Est asiatico a legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il via libera era uno dei temi in agenda di Move Forward, il partito vittorioso alle elezioni dello scorso maggio ma rimasto poi fuori dal governo. Un tema che ora è stato raccolto dal nuovo Primo Ministro del partito Pheu Thai, Srettha Thavisin. Il Premier ha rilanciato l’iniziativa a ottobre, con il suo governo che ha preparato tre proposte di legge per l’uguaglianza matrimoniale, il cambio di sesso e la depenalizzazione della prostituzione. 

Il Primo Ministro thailandese ha “sottolineato che si tratta di una questione molto urgente”, dando ai ministeri competenti alcune settimane di tempo per tenere audizioni pubbliche sul disegno di legge e trasmetterlo al Parlamento, ha dichiarato il 31 ottobre il portavoce del governo Chai Watcharong. Il disegno di legge sarà discusso nella prossima sessione parlamentare di dicembre, mentre il governo di coalizione guidato dal Pheu Thai è sotto pressione per ottenere risultati, dato che si sta avvicinando al traguardo dei 100 giorni e deve dimostrare di aver rispettato almeno in parte le principali promesse della campagna elettorale, come l’elargizione di 280 dollari ai cittadini thailandesi.

L’anno scorso la precedente Camera dei rappresentanti ha approvato in prima lettura un disegno di legge sull’uguaglianza matrimoniale proposto da Move Forward, nonché un disegno di legge concorrente che sancisce le unioni civili tra persone dello stesso sesso proposto dal governo conservatore dell’ex primo ministro Prayuth Chan-ocha. Ma nessuna delle due proposte di legge è andata avanti prima che il Parlamento venisse sciolto per le elezioni generali di maggio.

I sostenitori si aspettano che la proposta del governo di Srettha sia simile al progetto di legge Move Forward, in modo da ottenere i voti del maggiore partito di opposizione. La proposta modificherebbe il codice civile e commerciale della Thailandia, cambiando parole di genere come “marito” e “moglie” in “coniuge”, mentre “uomo” e “donna” passerebbero a “individuo”. Prachachat, un partito della coalizione guidata dal Pheu Thai e la cui base è nel profondo Sud musulmano del Paese, ha chiesto di introdurre deroghe religiose, come l’esenzione per i chierici musulmani e i sacerdoti cristiani dal celebrare matrimoni omosessuali. Srettha ha anche appoggiato la candidatura di Bangkok a ospitare il WorldPride del 2028, un evento internazionale biennale che contribuirebbe a incrementare le entrate del turismo e dei consumi in Thailandia.

Nel frattempo, la proposta di legge sul riconoscimento di genere consentirebbe ai transgender thailandesi di cambiare il proprio sesso ufficiale, cosa che attualmente non è possibile, anche se il Paese è diventato un centro di riferimento per gli interventi di riassegnazione del sesso. Gli oppositori hanno detto che consentire il cambio ufficiale di sesso darebbe agli uomini una via d’uscita dalla coscrizione militare, una preoccupazione che potrebbe essere superata dal fatto che il governo Pheu Thai ha in programma di passare all’arruolamento volontario. 

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