Un nuovo inizio per le relazioni Giappone-ASEAN

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Il Giappone guarda al Sud-Est asiatico per diversificare la produzione e contenere la crescita cinese 

Vietnam e Indonesia sono state le mete della prima visita all’estero del capo di governo giapponese Yoshihide Suga a ottobre. Un segnale importante, che ha confermato il crescente interesse del Giappone verso il Sud-Est asiatico. Il 2021 segna il decimo anniversario dell’istituzione della Missione diplomatica del Giappone in ASEAN, istituita a Jakarta nel 2011, ulteriore riscontro dell’intenso e duraturo rapporto di alleanza.

Lo scorso ottobre, un mese dopo il suo insediamento governativo, Suga ha scelto due Stati chiave della regione per dare il suo primo contributo al progresso delle relazioni Giappone-ASEAN, fortemente voluto dal suo predecessore Shinzo Abe. “Anch’io vorrei continuare ad approfondire l’amicizia e la cooperazione con i popoli dell’ASEAN. Giappone e ASEAN sono partner e amici alla pari. Ci supportiamo lavorando fianco a fianco, imparando l’uno dall’altro e cooperando nel perseguimento della crescita”, ha dichiarato Suga nel suo discorso agli studenti della Vietnam-Japan University. In questa occasione il Primo Ministro giapponese ha affrontato tematiche fondamentali per il consolidamento della partnership. Apprezzando l’invio dei reciproci aiuti per affrontare la crisi sanitaria e l’impegno del Giappone a supporto dell’ASEAN Centre for Public Health Emergencies and Emerging Diseases, Suga ha assicurato che l’implementazione del COVID-19 Crisis Response Emergency Support Loan del Giappone rivolgerà un’attenzione particolare all’Indo-Pacifico, inclusi i Paesi ASEAN.

Il forte legame tra il Giappone e il Sud-Est asiatico è basato sulla necessità comune di affermarsi nel contesto regionale e di investire sulla pace e la stabilità nella regione indopacifica per prosperare. Il premier Suga ha espresso forte sostegno all’ASEAN Outlook on the Indo-Pacific (AOIP), poiché condivide gli stessi valori che caratterizzano anche la strategia di politica estera giapponese “Free and Open Indo-Pacific”, delineata dall’amministrazione Abe. L’approccio dell’ASEAN nell’AOIP enfatizza la centralità delle norme internazionali per sedare le dispute e l’importanza della trasparenza nelle relazioni regionali, stabilendo una linea d’azione condivisa con il Giappone e quindi una comunanza di intenti preziosa per lo sviluppo di un futuro prospero e pacifico in Asia Orientale. 

La questione del Mar Cinese Meridionale rappresenta un punto chiave delle relazione tra Tokyo e i Paesi ASEAN. Dichiarando la piena opposizione del Giappone a ogni tipo di aggressione nella regione, il capo di governo giapponese ha favorito iniziative di collaborazione con l’ASEAN per stabilire il rispetto delle norme internazionali nei mari e gli oceani. Il Giappone ha fornito navi da pattuglia e attrezzature per la sicurezza marittima a Vietnam e Filippine. Ha inoltre promosso la formazione del personale militare e l’invio di esperti alle nazioni costiere lungo le rotte marittime principali della regione, tra cui Indonesia e Malesia, per contribuire a rafforzare le loro capacità operative. Nell’incontro tra Suga eil Presidente indonesiano Joko Widodo a ottobre, entrambi i leader hanno rimarcato l’intenzione di continuare a lavorare a stretto contatto sulle sfide regionali, in particolare la questione del Mar Cinese Meridionale e la Corea del Nord. 
Tutte le tematiche affrontate nel corso delle visite ufficiali sono state poi confermate da Suga durante il 23° Japan-ASEAN Summit Meeting, tenutosi a novembre 2020. 

Segnali interessanti arrivano anche dal lancio della Supply Chain Resilience Initiative.  La strategia ideata dal Giappone, insieme a India e Australia nel ruolo di partner principali, proverà ad aumentare la resilienza delle catena di approvvigionamento dei tre Paesi diversificando la produzione verso l’ASEAN con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal sistema produttivo cinese. Grazie alla collaborazione con Paesi partner come i membri dell’ASEAN, il Giappone intende accelerare l’evoluzione economica della regione indopacifica per contenere la forte crescita della Cina. 
Pertanto, nell’implementazione della  Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), che ha unito di nuovo ASEAN e Giappone nella più grande area commerciale del mondo, Tokyo punterà a rafforzare la partnership strategica con l’ASEAN per bilanciare il peso di Pechino nell’accordo. 

Sforzi congiunti sono stati orientati di recente anche verso il settore delle energie rinnovabili. L’Asian Development Bank e il Ministero giapponese dell’Economia, del Commercio e dell’Industria hanno firmato un memorandum di cooperazione per rafforzare il loro impegno nello sviluppo dell’energia pulita nel Sud-Est Asiatico. Con l’avanzare dell’agenda globale verso i temi della transizione ecologica e la sempre più impellente necessità di accompagnare questo processo, Tokyo punta con forza sui Paesi ASEAN per lavorare insieme su questi delicati e prioritari dossier d’interesse comune. 

Il Giappone dunque continua a guardare con grande interesse verso il Sud-Est asiatico anche con l’avvento della leadership di Suga. Le preziose iniziative commerciali e le dinamiche geopolitiche in gioco daranno un nuovo impulso alla partnership strategica Giappone-ASEAN. I presupposti per “costruire insieme il futuro dell’Indo-Pacifico” ci sono tutti.

 

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