Verso le elezioni Indonesiane

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A febbraio 2024, i cittadini indonesiani andranno alle urne. Ma come possiamo immaginarci il futuro post Jokowi?

Di Anna Affranio

Gli assetti politici del Sud-Est Asiatico si trovano sull’orlo di un grande cambiamento, poiché ci  si prepara a dire addio a un decennio di governo di Joko Widodo, il popolarissimo presidente in carica dal 2014. La legge indonesiana, infatti, consente solo due mandati presidenziali, il che significa che Widodo non potrà competere nella tornata elettorale che si terrà il prossimo 14 febbraio. 

Lo scorso 25 ottobre è scaduto il termine ultimo per la registrazione dei candidati presidenziali. Al momento risultano ufficialmente in corsa tre coppie (in Indonesia, i candidati alla presidenza corrono sempre in coppia con i rispettivi vice presidenti), con a capo Prabowo Subianto, Ganjar Pranowo e Anies Baswedan.

Questa campagna elettorale sembra seguire il trend storico indonesiano (e non solo) che vede gli elettori e i media focalizzarsi più sul carisma dei leader e sugli accordi tra oligarchi e capi dei partiti piuttosto che sui dettagli dei programmi politici. Tuttavia, molti analisti hanno osservato come ognuna delle tre coppie rappresenti una visione diversa per quello che potrebbe essere il futuro dell’Indonesia. 

Prabowo Subianto, attuale Ministro della Difesa, è considerato il favorito dagli ultimi sondaggi. Quest’ultimo, 72 anni (il più anziano tra i candidati), proviene da una famiglia elitaria e gode di un ampio seguito nonostante numerose controversie che lo hanno investito. È stato, infatti, accusato di violazioni dei diritti umani legate al rapimento di attivisti democratici durante i tumulti che hanno contrassegnato il Paese alla fine degli anni ’90, nonostante egli abbia sempre negato ogni coinvolgimento. È anche l’ex genero del defunto presidente autoritario Suharto e in elezioni precedenti ha formato alleanze con gruppi islamici conservatori e con partiti politici divisivi. A favore di questa coalizione giova però il (tacito) supporto del Presidente uscente: nonostante quest’ultimo e Prabowo abbiano avuto alcuni problemi in passato, il candidato ha annunciato di voler continuare il progetto di Nusantara, la nuova capitale designata, che rappresenta la principale eredità politica di Jokowi. Quest’ultimo, infine, ha sicuramente apprezzato la decisione di candidare a vicepresidente Gibran Rakabuminag Raka, nientemeno che il figlio maggiore di Widodo stesso.

Il secondo candidato in corsa è Ganjar Pranowo, attuale governatore della provincia di Giava Centrale. 55 anni, è forse colui che più somiglia al presidente uscente Jokowi, con cui condivide la provenienza da una famiglia umile e un’abile capacità di rivolgersi alle masse. Per questo motivo sta ottenendo un ampio sostegno tra la gente comune e gode di ampia popolarità tra i giovani e i social media, in particolare su TikTok. Inoltre, è il candidato supportato dal PDI-P (Partito Democratico Indonesiano di Lotta), lo stesso partito di matrice populista che aveva supportato Joko Widodo nelle due elezioni precedenti. 

Il terzo candidato, Anies Baswedan, 54 anni, ex governatore di Jakarta, sta perdendo popolarità nei sondaggi. Quest’ultimo, formatosi negli Stati Uniti e dichiaratosi pubblicamente sostenitore di un Islam moderato, è stato tuttavia accusato di  associazione al movimento islamico radicale, sollevando preoccupazioni tra le minoranze religiose e i musulmani moderati. Ciò è legato al fatto che Anies, durante le elezioni del 2017 per il governatorato di Jakarta, accetto’  il supporto di gruppi islamici radicali scagliatisi contro il suo avversario, l’allora governatore di Jakarta, Basuki Tjahaja “Ahok” Purnama, un cristiano cinese, che fu successivamente imprigionato per insulto all’Islam. 

In sintesi, queste elezioni non sono solo una sfida tra candidati, ma anche tra diverse idee di un Indonesia di domani: un ritorno al passato reazionario, la continuità di una politica democratica,  o un possibile avvicinamento al radicalismo religioso. Sarà importante vedere quale strada sceglierà il popolo indonesiano, e i prossimi mesi saranno cruciali per orientare questa scelta.

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